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La Candelora, “Fra olio e profano”
Posted on 02/02/2015

La Candelora negli usi popolari è la festa dei ceri, i quali dopo la benedizione si conservano in casa, per accenderli all'occorrenza, contro le folgori, la grandine, le malattie del bestiame; o nel vegliare i morti, o nell'assistere gli agonizzanti, facendo loro cadere sul corpo qualche goccia di cera liquefatta. Talune donne vanno a raccogliere, in quel giorno, ramoscelli di nocciolo selvatico, per devozione, giacché, secondo la leggenda, la Madonna nel recarsi al tempio per la purificazione avrebbe staccato un ramo di nocciolo.

In quasi tutte le regioni d'Italia e d'Europa v'è qualche proverbio che allude al cambiamento delle stagioni. Si crede che, sull'alba del 2 febbraio, l'orso s'affacci dalla tana e osservi il cielo: se è nuvoloso, facendo tre salti per la gioia, annunzia ai mortali che l'inverno è fuggito; se invece è sereno, rintanandosi melanconicamente, dice che si avranno altri quaranta giorni di freddo. Infatti, la Candelora, si colloca a metà inverno nel tempo astronomico e coincide nel ciclo agreste/vegetativo con la fine della stagione invernale e l'inizio di quella primaverile; un detto popolare pugliese recita:

”Pe la Sanda Cannelore,
O nèveche o chiòve,
O vìirne sime fore.
Ce iè ssole o solecìidde
Sime sèmb'a mmìinze vìirne”
(Per la Santa Candelora / Se nevica o piove, / Dall'inverno siamo fuori. /
Se c'è sole o solicello / Siamo sempre a mezzo inverno
)

Questo indica che se il giorno della Candelora si avrà bel tempo, si dovranno attendere ancora molte settimane perché l'inverno termini ed arrivi la primavera. Al contrario, se il giorno della Candelora fa brutto, la primavera è in arrivo.

Anticamente, i seguaci dei riti magici, nel giorno della Candelora verificavano se una persona era colpita da malocchio seguendo queste modalità: immergevano tre capelli dell'interessato in una bacinella d'acqua seguiti da tre gocce di OLIO, precedentemente messo a contatto col dito dell'individuo. A questo punto, secondo i seguaci della magia, se le gocce restavano intere e collocate nel centro della bacinella, il soggetto non era stato affetto da malocchio, in tutti gli altri casi invece si.

Dopo questa breve parentesi fra credenze popolari, riti religiosi ed impieghi dell’olio oltremodo inconsueti, per noi del frantoio oleario Felice Bitetti, oggi 2 febbraio, è un giorno come un altro per augurare alle nostre campagne e alle nostre colture un clima più favorevole al loro ciclo vitale. In realtà la Candelora di oggi ci ha dato sole, pioggia mista a ghiaccio e freddo quindi ben poco ci ha svelato per il futuro!!! Noi siamo fiduciosi nel prosieguo di un inverno, come consueto che sia, freddo, cosicché i nostri ulivi possano godersi il meritato riposo che non hanno potuto avere nello scorso mite inverno e possano essere forti e vigorosi per dare frutti sani e fronteggiare le avversità che questo anomalo clima ci pone. BUON RIPOSO ULIVI!!!


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